Con 35 anni di contributi versati, quando si può andare in pensione?

Hai accumulato 35 anni di contributi e ti stai chiedendo quando potrai finalmente smettere di lavorare? È una domanda che pesa nella testa di molti, soprattutto in tempi in cui le regole cambiano spesso e non è facile districarsi tra requisiti e pensioni anticipate.

A che età si va in pensione con 35 anni di contributi?

Il sistema pensionistico italiano richiede, generalmente, i 67 anni di età per andare in pensione di vecchiaia, con un minimo di 20 anni di contributi. Bene, con 35 anni di versamenti hai già superato il requisito minimo di contributi, ma devi comunque aspettare l’età anagrafica.

In pratica, se non hai particolari condizioni, l’uscita sarà possibile solo a 67 anni, anche se la contribuzione è solida.

Pensione anticipata: con 35 anni non basta ancora

La pensione anticipata tradizionale chiede molto di più: per gli uomini sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi, per le donne 41 anni e 10 mesi. Quindi niente uscite anticipate semplici con soli 35 anni versati.

Quali opzioni permettono di andare in pensione con 35 anni di contributi?

Non tutto è perso se vuoi anticipare. Alcune categorie e trattamenti agevolati permettono di lasciare il lavoro anche con 35 anni di contributi. Ecco le principali possibilità:

  • Opzione donna: riservata alle lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2020, avevano almeno 35 anni di contributi e almeno 58 anni di età per le dipendenti, 59 per le autonome.
  • Lavori usuranti e turni notturni: con 35 anni di contributi e almeno 61 anni e 7 mesi di età si può accedere alla pensione anticipata.
  • Isopensione: per le donne con 35 anni di contributi e un’età che consente di completare il requisito entro 7 anni.
  • Ape sociale: riguarda disoccupati di lungo corso, invalidi, caregiver e lavoratori gravosi con almeno 30 o 36 anni di contributi, ma può scendere a 35 in alcuni casi.
  • Settore Difesa, sicurezza e soccorso: qui si può andare in pensione con 35 anni di contributi e almeno 58 anni di età.

Bonus e adattamenti particolari

In diverse situazioni, si può usufruire di finestre mobili di attesa, che sono periodi da attendere una volta maturati i requisiti prima di percepire la pensione. Ad esempio, per l’opzione donna le finestre sono di 12 mesi per le dipendenti e 18 per le autonome.

Quanto sarà la pensione con 35 anni di contribuzione?

Bisogna mettere in conto che la pensione, in questi casi, di solito è inferiore all’ultimo stipendio percepito, specialmente se si è calcolata con il sistema contributivo, più legato ai contributi effettivi versati.

Un esempio può essere quello di una cassiera o di un operaio che ha lavorato sempre con stipendi nella media e che oggi percepirà, dopo 35 anni di versamenti, una pensione modesta se confrontata con le ultime buste paga. Ma è anche vero che chi ha saputo gestire il risparmio e ha qualche piccolo extra in più può integrare questo assegno con serenità.

Vale la pena continuare a lavorare qualche anno in più?

La differenza tra 35 e 40 anni di contributi può essere netta: più contributi significano più soldi in pensione e, talvolta, anche possibilità di anticiparla. Chi è alla soglia si trova quindi spesso a chiedersi se conviene aspettare o smettere subito.

Tabella riepilogativa dei requisiti pensionistici con 35 anni di contributi

Tipo di pensione Età minima Contributi richiesti Particolarità
Pensione di vecchiaia 67 anni 20 anni 35 anni di contributi soddisfano requisito contributivo
Pensione anticipata ordinaria – 42 anni 10 mesi (uomini), 41 anni 10 mesi (donne) Non accessibile con 35 anni
Opzione donna 58 anni (dipendenti), 59 anni (autonome) 35 anni entro 31/12/2020 Ricalcolo contributivo, finestre mobili
Lavori usuranti e notturni 61 anni e 7 mesi 35 anni Minimo 7 anni di lavoro usurante nel decennio finale
Ape Sociale 63 anni 30-36 anni a seconda del caso Riduzione contributiva per lavoratrici con figli

Come evitare di perdere vantaggi o bonus pensionistici

Chi non tiene sotto controllo le scadenze rischia di lasciarsi sfuggire opportunità importanti. Ecco qualche trucco per non perdere i bonus:

  1. Verifica periodicamente la tua situazione contributiva con l’INPS e i dati aggiornati.
  2. Controlla le scadenze per le domande di pensione e non aspettare l’ultimo momento.
  3. Informati sulle novità legislative, spesso le leggi cambiano e alcuni benefici possono sparire.
  4. Se lavori in settori usuranti o hai figli, chiedi assistenza per capire se ci sono agevolazioni specifiche.
  5. Non trascurare risparmi extra come fondi pensione o risparmi personali che possono alleviare le incertezze.

Piccoli trucchi per gestire meglio la pensione e i risparmi

Un piccolo consiglio in più sulla gestione quotidiana: se hai qualche libretto postale o risparmio accumulato negli anni, controlla bene che l’importo sia ancora valido e non dimenticato in qualche cassetto. Spesso chi ha lavorato una vita accumula risparmi nascosti che possono fare la differenza per la tranquillità finanziaria.

Inoltre, una verifica sul proprio estratto conto contributivo ogni anno è una buona abitudine che aiuta a vincere ansie inutili.

Questa video spiega in modo semplice come funziona l’opzione donna, un tema caldo per chi ha 35 anni versati.

Qui invece trovi un approfondimento sull’Ape sociale, utile per chi pensa a pensioni agevolate con 35 anni di contributi.

Con 35 anni di contributi è possibile andare in pensione prima dei 67 anni?

Solo in casi particolari come l’Opzione Donna, i lavori usuranti o l’Ape Sociale; altrimenti serve raggiungere 67 anni per la pensione di vecchiaia.

Che cosa è l’Opzione Donna e chi può accedervi?

È una pensione anticipata riservata alle donne che entro il 31 dicembre 2020 possedevano almeno 35 anni di contributi e specifiche età anagrafiche (58 per dipendenti e 59 per autonome).

Lavorando in un settore usurante posso pensionarmi con 35 anni di contributi?

Sì, ma oltre ai 35 anni, bisogna aver svolto il lavoro usurante per almeno 7 anni nel decennio precedente ed avere almeno 61 anni e 7 mesi.

Cosa si intende per Ape Sociale?

È un’indennità anticipata per determinate categorie di lavoratori come invalidi, caregiver e disoccupati che permette di andare in pensione a partire dai 63 anni con almeno 30 anni di contributi.

Vale la pena lavorare oltre i 35 anni di contributi?

Proseguire il lavoro può aumentare l’importo della pensione e, in certi casi, permettere di anticiparla; una scelta importante da valutare secondo la propria situazione.

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