Pensione anticipata a 66 anni e 7 mesi: i lavori che permettono di uscire prima

Non è detto che si debba sempre attendere i 67 anni per appendere il lavoro al chiodo. Alcune categorie di lavoratori, grazie al tipo di attività svolta, possono festeggiare il pensionamento già a 66 anni e 7 mesi. Ma quali sono i lavori che aprono questa porta anticipata? Scopriamolo subito.

Pensione anticipata a 66 anni e 7 mesi: chi può davvero uscire prima dal lavoro

Nel sistema pensionistico italiano, il requisito ordinario per accedere alla pensione di vecchiaia è fissato a 67 anni di età, con almeno 20 anni di contributi. Tuttavia, esistono eccezioni per chi ha svolto attività gravose o usuranti, che possono andare in pensione a 66 anni e 7 mesi a patto di aver accumulato almeno 30 anni di contributi. Ecco chi beneficia di questo sconto.

Le categorie di lavori gravosi che consentono di uscire prima

Non tutti i mestieri sono uguali quando si parla di pensione anticipata. Chi affronta ogni giorno condizioni faticose, sforzi intensi o rischi particolari rientra nelle categorie tutelate per l’uscita anticipata. Qualche esempio pratico rende l’idea:

  • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • Conduttori di gru e macchinari per perforazione;
  • Conducenti di mezzi pesanti e camion;
  • Personale ferroviario viaggiante;
  • Infermieri e ostetriche che lavorano su turni;
  • Addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • Insegnanti dell’infanzia ed educatori di asili nido;
  • Facchini, addetti alle pulizie e operatori ecologici;
  • Operai agricoli e pescatori;
  • Lavoratori del settore siderurgico e del vetro ad alte temperature;
  • Marittimi imbarcati e personale dei trasporti marittimi.

Questi lavoratori, a condizione di aver svolto l’attività gravosa per almeno 7 anni negli ultimi 10 di lavoro effettivo, evitano l’aumento dell’età pensionabile dovuto all’adeguamento alla speranza di vita, fermandosi a 66 anni e 7 mesi.

Come funziona lo sconto di 5 mesi e i nuovi adeguamenti del 2026

Il sistema di adeguamento biennale alla speranza di vita ha portato l’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni nel 2019, con un aumento di 5 mesi rispetto al passato. I lavoratori impegnati in attività gravose sono stati esclusi da questo incremento: per loro il requisito resta a 66 anni e 7 mesi. Ma cosa cambia a partire dal 2027?

Anno Aumento età pensionabile per lavoratori ordinari Requisiti per lavoratori gravosi/usuranti Durata attività gravosa richiesta
Fino al 2026 67 anni 66 anni e 7 mesi 7 anni negli ultimi 10
2027 67 anni e 1 mese 66 anni e 7 mesi (blocco adeguamento) 7 anni negli ultimi 10
2028 67 anni e 3 mesi 66 anni e 7 mesi (blocco adeguamento) 7 anni negli ultimi 10

Il blocco dell’aumento è stato confermato per fermare l’età pensionabile per i lavoratori gravosi, garantendo un vantaggio fino a 8 mesi di anticipo rispetto al normale percorso fino al 31 dicembre 2028. Tuttavia, per chi ha svolto attività gravose per almeno 6 anni negli ultimi 7, c’è un sconto minore, con la possibilità di andare in pensione solo qualche mese prima dei 67 anni.

Non solo lavori gravosi: altre vie per anticipare il pensionamento

Alcune lavoratrici possono sfruttare un anticipo legato al sistema contributivo puro, partendo da almeno 1 volta l’assegno sociale mensile. In particolare, le madri possono andare in pensione a 65 anni e 8 mesi se hanno avuto 4 figli, grazie a uno sconto di 4 mesi per ogni figlio fino a un massimo di 16 mesi.

Ricorda che queste opzioni sono riservate a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 o ha optato per il calcolo interamente contributivo. In altri casi, l’anticipo è legato strettamente ai 30 anni di contributi e ai requisiti delle attività usuranti o gravose.

Come verificare e organizzare il proprio pensionamento anticipato

Non basta sapere di fare un lavoro gravoso per prendere la pensione prima. È fondamentale fare due cose con calma e attenzione:

  1. Controlla la tua posizione contributiva: rivolgiti all’INPS o a un patronato per una verifica personalizzata.
  2. Valuta gli anni di attività gravosa svolta: almeno 7 anni negli ultimi 10 per il massimo sconto, o almeno 6 anni negli ultimi 7 per uno sconto più limitato.
  3. Considera le caratteristiche della tua attività: deve rientrare nelle categorie riconosciute dalla legge.

Conoscere questi dettagli ti aiuta a pianificare con serenità, senza sorprese o attese inutili.

Qualche trucco extra per non perdere i vantaggi

Hai un libretto postale o un conto in banca con risparmi? Tienili sempre d’occhio. Spesso si dimenticano le piccole somme accumulate, che potrebbero tornare utili in un’eventuale integrazione o per affrontare i primi tempi dopo il pensionamento.

Inoltre, non lasciare scappare le scadenze per richiedere bonus o agevolazioni: in materia pensionistica, una lettera o una visita in ritardo possono significare addio a mensilità preziose.

Chi può andare in pensione anticipata a 66 anni e 7 mesi?

I lavoratori che hanno svolto attività gravose o usuranti per almeno 7 anni negli ultimi 10 e hanno maturato almeno 30 anni di contributi.

Quali sono i lavori gravosi riconosciuti?

Tra gli altri: operai edili, conducenti di mezzi pesanti, personale ferroviario, infermieri su turni, addetti all’assistenza e marittimi.

Cosa cambia dal 2027 per la pensione anticipata?

Per i lavoratori gravosi resta bloccato l’aumento dell’età pensionabile, mantenendo i 66 anni e 7 mesi fino al 31 dicembre 2028.

Come si calcola lo sconto sull’età per la pensione?

Lo sconto si basa sul numero di anni effettivi svolti in attività gravose: 7 anni negli ultimi 10 garantiscono lo sconto pieno, 6 anni negli ultimi 7 uno sconto parziale.

Cosa devono fare i lavoratori per pianificare la pensione?

Controllare la propria posizione contributiva presso INPS, valutare la durata dell’attività gravosa e verificare i requisiti specifici del proprio lavoro.

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